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Summer university

Lo so, sto per scrivere qualcosa di piuttosto lungo e forse un po’ noioso, ma vedetela così: leggendo attentamente la prima parte penserete “ahhh, è così che funziona!” e poi leggendo anche la seconda avrete molte più chance di essere “accettati” in una Summer University. Mi sto illudendo? Probabile… ma mi trovate ottimista oggi… Ah! Premetto che leggendo solo la seconda ad occhio e croce capirete …azzi per palazzi… per cui ve lo sconsiglio. Allora cominciamo dal principio.

Parte I: la storiella

Vi siete iscritti ad AEGEE, pagato la quota, ricevuto la tessera con relativo CSN (card serial number, ecco cosa vuol dire!), avete correttamente registrato il vostro aegee.org account, e con la relativa password, che avete appuntato nel portafogli insieme al codice PIN del telefonino, siete addirittura riusciti a mandare il modulo di richiesta per la Summer University, ricevuto un messaggio di conferma sul browser e poi dato sfogo alla vostra indole apprensiva. “E ora che faccio? Aspetto e basta?” Bene, cosa succede adesso lo potete leggere qui.

  1. Le vostre richieste sono andate ad affollare un database di AEGEE che conterrà tutte le applications proveniente da tutta Europa e per tutta Europa. Migliaia e migliaia di nomi, date, città, e un fottio di caxxate scritte nelle motivation letter. Dopo il 25 aprile, un ragazzo molto volenteroso del board, il quale ha ottenuto la carica di “outgoing responsible”, approverà le vostre applications col bollino verde, o le rifiuterà col bollino rosso. Da che dipende? Beh, se avete pagato i 2,5 euro per l’application sarà verde, se no rosso.


  2. Un programma automatico che opera sul database in questione, meglio ancora uno script per chi sa di cosa si tratti, vi assegna la preselezione. Cioè delle vostre scelte (da una a tre come dovreste sapere) ne viene preassegnata una, che al settanta per cento sarà la prima che avete indicato. La preselezione è fatta in modo tale da distribuire le “richieste” in modo omogeneo (o almeno si prova a farlo, ma non chiedete miracoli alla tecnologia), dando anche alle SU meno richieste un numero di potenziali partecipanti accettabile. Esse sono volte ad evitare che la probabilità di essere accettati alla fine cada, e non di poco, a causa della scelta effettuata.


  3. Esempio. Avete scelto Boston, New York e Los Angeles (scrivo tre città sicuramente non nella lista per dare generalità all’esempio), e per Boston avete una probabilità di essere accettati del quindici per cento mentre per New York la probabilità è del sessanta per cento. Il sistema cercherà di darvi N.Y. piuttosto che Boston. Un vostro amico ha fatto le stesse tre scelte, il sistema ricalcola la percentuale e scopre che ora è N.Y. ad essere affollata mentre Boston lo è un po’ meno, per cui vi dà Boston stavolta!


  4. Una volta pre-selezionati, un altro programmino (script, se vi piace di più) si mette a mandare e-mail in giro a tutti gli organizzatori, includendo alla mail una lista di “partecipanti pre-selezionati”. Lista comodamente visibile on-line dagli organizzatori, che però si ostinano ogni volta a lamentarsi perché 'sta cavolo di mail non è arrivata: loro pensano che ci sia un omino simpatico e molto disponibile che spedisce cento mail con file accluso a tutti loro. In realtà, essendo ancora una volta un fatto automatico, basta avere la casella piena quel giorno lì e PUFF, l’e-mail va persa…


  5. Il numero dei preselezionati dipende da due cose. La prima è il numero di posti richiesti dall’organizzatore: più posti disponibili ci sono, più la lista sarà lunga; la seconda è il numero di richieste giunte per quella destinazione, e cioè chiaramente se cinquecento persone hanno richiesto New York, anche se a N.Y. ci sono solo trenta posti disponibili, arriveranno almeno centocinquanta preselezionati, mentre, al contrario, se le richieste per N.Y. sono state venti, anche se i posti disponibili sono trenta, sempre più di venti preselezionati non si possono dare! Difficile? Va beh, rileggete e vedrete che non lo è più di tanto…


  6. Gli organizzatori, eccitati all’idea di avere nella loro mailbox (e anche online) una lista di potenziali partecipanti, si buttano a fare le selezioni immediatamente, anche perché sono obbligati a pubblicarle entro il 25 maggio 2003. Qui scatta la seconda domanda da cento milioni di euro: in base a cosa gli organizzatori scelgono? Beh… risulta chiaro che se hanno ricevuto venti preselezionati e hanno a disposizione trenta posti, hanno ben poco da scegliere! Piuttosto devono industriarsi a cercare altri possibili partecipanti: per cui per i venti in questione la probabilità di essere accettati è del cento per cento. Al contrario in un posto dove esistono centocinquanta preselezionati per soli trenta posti, gli organizzatori possono prendersi “il lusso” di decidere in base a tante cose, prima per tutte alla lettera di motivazione acclusa dal potenziale partecipante. A questo punto è chiaro il “peso” di tale motivazione: se siete stati pre-selezionati per un posto “poco scelto” il peso è quasi nullo. Al contrario se il posto è “famoso” il peso è elevatissimo! Per cui cercate di zappettarvi l’orticello per bene se volete essere scelti… va beh questa ve la spiego più in là…


  7. Entro e non oltre il 25 maggio, le liste degli accettati sono pubblicate: assieme ad esse, una lista di attesa ed una lista di esclusi. A cosa servono queste due liste? Beh, non è detto che di quelli presi tutti confermino la loro adesione! Anzi: un buon venti per cento, specie se richiesto un anticipo in denaro prima dell’arrivo, rinuncia! Allora vengono ripescati i nomi dalla lista d’attesa.


  8. Quando alla fine si hanno oramai un numero di “conferme” pari al numero di posti disponibili, i giochi sono “quasi” conclusi. Il “quasi” riguarda i “last minute”, e cioè: se qualcuno, anche dopo aver confermato, decide di non partecipare, e avvisa gli organizzatori solo 1-2 settimane prima dell’inizio della Summer University, allora l’organizzatore, alquanto preso dal panico, lancia un SOS in tutto il network, a tutte le sedi AEGEE, a tutti gli indirizzi che trova a portata di mano, anche quello della zia e della sorella della nonna (anche se basterebbe mandare un semplice messaggio alla “outgoing-list”!) Il risultato è che nel giro di qualche ora cominciano ad arrivare quintali di mail da possibili altri partecipanti, scartati per altre Summer University, che serviranno a prendere il posto dei rinunciatari dell’ultimo minuto.



Parte II: i consigli (della nonna) => astenersi poco arguti

Ogni anno 5000 persone circa mandano applications per una Summer University, per un numero di posti pari a 2500 circa. Premesso che un venti per cento rinuncia, cioè circa mille persone, se non siete voi a rinunciare allora avete un sessanta per cento abbondante di probabilità di essere presi alla fine. Non giocate troppo con questa probabilità: con una buona scelta, in un posto non troppo conosciuto, questa probabilità sale al settanta per cento o anche di più, mentre scelte non felici la fanno scendere al trenta per cento o meno. Per cui: se non ve la sentite di “competere” con molta gente, se avete l’impressione che dalla vostra motivation letter nessuno uscirà particolarmente colpito, allora smettetela di sfidare la sorte e accontentatevi di una scelta di città meno conosciuta.

Le città con più probabilità di essere presi sono:
  1. quelle che mai avete sentito nominare;
  2. quelle in paesi dell’est;
  3. quelle che organizzano da giugno a inizio luglio.



Le città dove la probabilità di essere presi è più bassa sono:
  1. le capitali;
  2. quelle in nazioni dove ci sono MENO SU organizzate, e cioè la zona Francia-Spagna e quella del Nord Europa;
  3. Quelle che organizzano da agosto a inizio settembre.


Viene da sé che ogni anno mete tipo Madrid, Parigi, Helsinki sono alquanto difficili…

Se volete andare in un posto a tutti i costi potete indicarlo come unica scelta mettendo in crisi il sistema che assegna la pre-selezione, che per vendicarsi di voi vi spedisce con tanti altri “aspiranti furbi” come voi, tutti nella stessa città iper-conosciuta: soddisfatti al momento, lo sarete meno quando vi ritroverete in un calderone di centocinquanta persone tutte in fila per aspirare ad essere uno dei trenta fortunati ad essere accettati.

Se volete partire in gruppo, tenete presente che le preselezioni servono proprio ad impedirvelo, e potete essere mandati uno da una parte e l’altro dall’altra dallo script malefico perché vi vuole male, allora per fregarlo vi ho detto come fare, i rischi pure, per il resto fate come vi pare…

La motivation letter: se avete scelto un corso di lingua, sarebbe carino scriverla nella lingua del paese dove siete diretti… se il corso di lingua è di livello avanzato, è necessario scriverla nella lingua del paese dove siete diretti. Dove si trova il livello? Nel campo “Levels” che leggete nella descrizione della SU presente nel booklet o anche online. Se invece si tratta di un corso generico, o se si tratta di una travelling SU (cioè SU itinerante) è d’obbligo scrivere la motivation in inglese oppure nella lingua del paese ospitante, se la conoscete. Comunque va scritta correttamente: cercate cioè di scriverla con un buon inglese, senza strafalcioni, o di non scrivere cose semi-incomprensibili, o sempre e solo le solite banalità. Siate originali e spontanei, tenete presente che chi vi sceglie sono ragazzi dai venti ai trenta di solito, cioè vostri coetanei!

Fa bene leggersi la descrizione della SU dove siete stati pre-selezionati, e scoprire che cavolo vi faranno fare durante quelle due settimane: se vi faranno andare in montagna, non credo siano interessati a sapere che a voi piace nuotare nell’oceano! O viceversa, se si tratta di un corso di equitazione, il fatto che avete la patante nautica probabilmente non vi servirà ad essere selezionati! Insomma fate la vostra parte e scrivete motivation né troppo lunghe né troppo corte: direi che cinque-sei frasi ben messe vanno più che bene.

Poiché dopo la preselezione solo una Summer University riceverà la vostra richiesta, chiaramente scrivere la stessa motivazione e fare copia - incolla per tutte e tre le scelte funziona, anche se dovrete necessariamente perdere di specificità, con le conseguenze che già vi ho spiegato.

Cercate di essere informati al più presto della la vostra pre-selezione: se i vostri organizzatori locali dopo il cinque maggio non ve l’hanno comunicata, incitateli a farlo, perché in queste cose non ci sono ritardi dall’alto dei coordinatori europei, ma solo pigrizia degli outgoing responsibles (poverini, anche loro hanno diritto a riposare)!

Una volta nota la preselezione, scordatevi le altre mete che avevate scelto e dove non siete stati preselezionati, visto che quegli organizzatori non conoscono nemmeno il vostro nome, né tantomeno hanno mai ricevuto la vostra richiesta di Summer University. Non vale perciò dire “mai io volevo andare da quell’altra parte!” Concentratevi sulla località dove siete stati preselezionati con molta dignità e fiducia nella teoria entropica dell’universo: il caos sarà la vostra salvezza…

Fa bene entrare in contatto al più presto con gli organizzatori di dove siete stati preselezionati. Come? Chiedete alla vostra antenna locale, AEGEE-Palermo in questo caso… o se andate su www.aegee.org trovate sulla sinistra il “find AEGEE in…” che vi può essere d’aiuto. Mandate all’organizzatore due righe via mail: tipo “come stai, che si dice di bello da quelle parti, io sono stato pre-selezionato per la tua summer e magari mi scegli…” cercate di essere un po’ più simpatici, anche un po’ rompicoglioni se è il caso… non guasta mai…

Se siete aitanti e carini, mandare una vostra foto è un’arma a doppio taglio: se la becca gente del sesso giusto avete fatto centro, se no buca totale… se poi avete beccato uno geloso che vi crede un pericolo per il/la proprio/a fidanzato/a allora avete proprio chiuso. Pessimismo a parte, se la foto è simpatica e non porno, allora forse vi salvate…

Se siete finiti in lista d’attesa, allora aggiungete un po’ di “pepe” alle vostre mail. Scrivete e scrivete spesso, perché qualcuno rinuncia sempre… e quando accade voi dovete essere il primo della classe, o per lo meno il primo dei lecchini, entrambi passano al primo giro di boa.

Indispensabile, dall’inizio di maggio in poi, il costante impegno da parte vostra a rimanere informati: controllate l’e-mail quotidianamente, sottoscrivete a mailing list di AEGEE, quale la SU-L per esempio, visitate www.aegee.org/su perché è una fonte inesauribile di informazioni (la sezione news per esempio) e anche per far piacere ai quei quattro poveracci che ci mettono mano per darvi delle info utili e fresche, chiedete alla sede AEGEE della quale siete soci chi è l’outgoing responsible incaricato di darvi informazioni, prendetevi il suo numero di telefono e la sua e-mail e tormentatelo pure perché vi spieghi cosa fare e come… ovviamente, tenete presente che il suo lavoro è volontario e non pagato, e non può aiutarvi più di tanto se siete stati scartati, fategli cioè richieste sensate.

Cosa dirvi di più, se siete stati tanto temerari da leggere tutto questo, credo proprio che non avrete problemi ad essere presi, il che è in sintonia con quanto detto all’inizio…

Finito. Spero vi sia piaciuto, io non riscriverei questa cosa per niente al mondo…